FAKE EUROPE: la democrazia europea nell’era delle fake news – Mercoledì 27/2

Protocolli del vero e del falso: “Fake Europe”, ovvero la democrazia europea in epoca di fake news. E’ un evento, a cui molto tengo e in cui intervengo, che si tiene mercoledì 27 febbraio alle ore 18, presso la sede milanese dell’Università eCampus (via Chioggia 4, MM1 Turro). Insieme al sottoscritto, partecipa l’editor della narrativa Rizzoli Tommaso De Lorenzis, uno degli intellettuali italiani a cui storicamente guardo come mente radicale e rilevatrice. Insieme a Tommaso, affronteremo la dialettica di vero e falso, che è una delle categorie più dirompenti dell’epoca in cui entrambi abbiamo esordito letterariamente – e della guerra freddissima che si combatte oggi nell’infosfera, condizionando il consenso collettivo e manipolandolo in occasione di elezioni cruciali, come accaduto negli USA in occasione della vittoria di Trump. A discutere della madre di tutte le battaglie, ovvero la scadenza elettorale per le Europee, due intellettuali d’eccezione: Francesco Pigozzo, docente eCampus di letteratura francese, e Roberto Castaldi, che a eCampus insegna Filosofia politica e collabora con “L’Espresso” – entrambi impegnati presso il CesUE, spin-off della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa sull’integrazione europea: si tenterà di determinare fino a che punto la messa sotto accusa dell’Europa e delle nostre democrazie sia la risposta a contraddizioni e problemi reali, e fino a che punto invece sia una costruzione artefatta; ma anche, quali sono gli attori, gli interessi in gioco e a quali livelli operano. E’ davvero un momento pubblico in cui spero di incontrare tante e tanti interessati. Vi consiglio di prenotare il biglietto gratuito sul link dedicato all’evento – all’ultimo incontro, i posti erano esauriti!

Per il corso di scrittura: intervista a Don DeLillo

di GIUSEPPE GENNA

Tra i materiali utili per il corso di scrittura che terrò da ottobre alla libreria Egea a Milano, propongo una mia intervista a Don DeLillo, con cui ho avuto l’onore di parlare del suo strepitoso “Zero K” (Einaudi). Era l’ottobre 2016 e si trattò di una conversazione a tutto campo sulla letteratura, le poetiche, le narrazioni – e qualcosa di più. Nel sito dedicato al corso, informazioni e moduli per l’iscrizione.

QUI IL TESTO INTEGRALE DELL’INTERVISTA A DON DELILLO

Dall’intervista (qui la versione integrale):

D. Anni fa ha dichiarato: “Io non sono certo di quello che penso, finché non scrivo – devo scrivere per comprendere ciò che penso. La scrittura è un estremo atto di concentrazione”. Il personaggio di Artis in Zero K, in un’impressionante sessione di linguaggio mentale, afferma: “Quello che capisco viene dal nulla. Non so cosa capisco finché non lo dico”. Questo mi sembra dunque uno dei punti centrali di una poetica che si esprime certamente in tutta la Sua opera, ma che compie un salto a partire da “The body artist”, accelerando attraverso Cosmopolis e Point omega e culminando quindi in Zero K. La stessa Artis dice o le viene fatto dire “Sono fatta di parole”, ma successivamente, in questo monologo, dice in forma tra l’affermazione o la domanda: “Io sono solo le parole? So che c’è di più”. Cosa è più delle parole?

R. È precisamente qualcosa che mi accade e che mi tocca. È un’affermazione che tipicamente uno scrittore potrebbe enunciare. Io sono fatto solo di parole. E cosa potrebbe essere quel “più”? E’ tutta la vita, il corpo, le relazioni, i ricordi. E, certo, penso che sia anche qualcosa di più profondo, interiore, intimo: che sta sotto.

Per il corso di scrittura: Oltre la fine: il “Gordon Pym” di Poe

[Se interessate interessati al corso di scrittura, che terrò presso la libreria Egea a Milano, da ottobre a dicembre, questo è il sito dedicato e qui sono reperibili moduli per info e iscrizioni. In questa sezione, tutti i materiali di riflessione proposti.]

Tempio letterario del fantastico, il “Gordon Pym” di Poe è un maelstrom che mira all’occhio gravitazionale interno: mira a sfondare, a ridurre allo zero polare tutto il racconto. La traversata marinaresca a cui si sottopone il protagonista viene distrutta con un duplice finale: un’esperienza dell’inoltramento inaudito, che ricorda l’agone problematico che Kafka affronta nel suo supremo romanzo “Amerika” – mentre il grande praghese risolve con l’esperienza metafisica del “Teatro di Oklahama”, il grande americano dipinge la dissoluzione, sempre secondo le tonalità del metafisico, andando a rovesciare tutto, dallo sguardo al clima alle apparizioni di non-personaggi, tra urla indecifrabili, che portano ben al di là della semplice onomatopea. L’avventura di Edgar Allan Pym è uno dei momenti di oltranza assoluta del letterario. Ecco l’ultimo capitolo del libro di Poe, a cui segue un ulteriore finale, qui non riportato, in forma di nota enigmistica, di decifrazione razionale dell’irrazionale… GG

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Aperte le iscrizioni al corso di scrittura presso la libreria Egea – Il minisito

Sono aperte le iscrizioni per il corso di scrittura che Giuseppe Genna tiene presso la libreria Egea in Milano (in viale Bligny 22, presso la nuova sede Bocconi, dal 16 ottobre al 18 dicembre. 10 lezioni su testo, stile, ideazione della narrazione e approccio con l’editoria.
A questo link, il minisito dedicato al corso. E’ presente il form per la richiesta di informazioni e l’iscrizione, con indicazioni circa il costo e le modalità di pagamento (il form è raggiungibile anche qui).
Nella sezione “Articoli”, alcuni materiali e suggestioni per avvicinarsi alle prospettive del corso, da DeLillo a Ellroy, da Foster Wallace a Kafka, in aggiornamento continuo. Sono disponibili 20 posti quale cifra massima. Spero di vedervi al corso!

Annunciazione: aperte le iscrizioni per il corso di scrittura presso la libreria Egea

Da ottobre a dicembre, presso la milanese libreria Egea (viale Bligny 22 – qui la mappa), terrò il primo corso di scrittura creativa e letteraria.
Si tratta di 10 lezioni a cadenza settimanale, in cui verranno discusse e sperimentate visioni e pratiche della scrittura di narrazioni, romanzi e racconti, per un’abilitazione a progetti letterari e creativi, dall’ideazione alle strategie con cui realizzare i testi alla pubblicazione. Si entrerà in universi autoriali, da Hugo a DeLillo, da Eschilo a Houellebecq, per rubare loro il mestiere, per assumere suggestioni, per creare un proprio stile e un proprio approccio alla narrazione e alle poetiche.
Non si intende proporre un corso per spiegare cos’è un punto di vista o come si sviluppi il ciclo del protagonista eroe – se si cercano simili tecnicismi basali, è strapieno di manuali e di insegnamenti specifici. Ciò che, con Egea, desidero offrire è proprio un’abilitazione alle domande profonde, alla verità della scrittura, alle poetiche e alle profondità proprie di ciascuno dei partecipanti e di tutti noi insieme. Ciò significa lavorare sui propri testi, oltre che vedere e smontare e *sentire* testi magistrali, esponendosi all’irradiazione di un editor e scrittore.

Per informazioni e iscrizioni: cliccare qui.

E’ possibile chiedere direttamente a me informazioni, compilando il form qui sotto:

#20maggio a Milano: senza muri

Il 20 maggio Milano chiamerà il mondo. Saranno migliaia e migliaia di fratelli e di sorelle, in marcia nel nome dell’uguaglianza e della libera circolazione di persone e storie. La terra non è di nessuno: è di chiunque. L’identità è il cuore: chiunque ha un cuore che batte. Al vertice di tutto c’è la libertà e l’uguaglianza è la base. L’uguaglianza, cittadini, non significa tutta la vegetazione allo stesso livello, una società di grandi steli d’erba e di piccole querce, una vicinanza di gelosie che si castrino vicendevolmente; essa significa, civilmente, lo stesso sbocco aperto a tutte le attitudini, politicamente lo stesso peso dato a tutti i voti e, in religione, lo stesso diritto accordato a tutte le coscienze. L’uguaglianza ha un organo, che è l’accoglimento: bisogna, infatti, cominciare dal diritto ai passi nel mondo. Venite al 20 maggio senza muri: siamo aperti.

Antonio Riccardi: una poesia da “Aquarama”

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Antonio Riccardi, da “Aquarama e altre poesie d’amore” (Garzanti):

 

Ecco l’aurora, lasciami andare…

 

Anno dopo anno il formichiere
muore lottando col giaguaro.
Da lontano non diresti la verità
di tanta combustione.
Un abbraccio o un passo figurato
invece, o l’incontro con l’angelo.

Se però vai lì lo vedi e lo sai.
Uno artiglia l’altro che lo morde
al muso. Si tengono in tensione
e quasi vibrano uno dell’altro
fissati a un punto della vita
uguale dal primo minuto.

Giaguaro e formichiere imprigionati
nella perfetta luce di una sola azione
selvatica, senza sangue né scelta.
Ferocia con ferocia e attorno
nella siepe tra la stipa delle fate
i fiori sanno solo il loro bene.