Il canone Burroughs nascosto nel romanzo

Poiché il romanzo, che uscirà a gennaio da Mondadori, non è un saggio, eppure sdegna la finzione immaginaria e l’invenzione quali veicoli di identificazione, ho da chiarire in quale modo si ponga il discrimine tra realtà storica e ciò che ho scritto. L’evento storico estremale che ho scelto come soggetto del libro, cioè la Non-Persona, che la letteratura ha ignorato finora e adesso inizia timidamente ad affrontare deviando attraverso grottesche immaginazioni e disforie inventive, non concede, a mio parere, la possibilità di variare sulla realtà che ha plasmato – realtà che, a fronte della sparizione possibile dell’umano, io delineo come Male. E’ dunque in un altro ordine che agisco: io dilato e rallento la realtà. Questa modalità, che non fa uscire dal romanzo storico ma sicuramente non va in coincidenza con i i canoni di quello, è l’unica possibile – almeno nel caso in cui sia io a dovere affrontare una simile situazione -, ed è frutto di lungo ragionamento, di cui soltanto brandelli recenti sono rappresentati nell’officina allestita durante il lavoro di scrittura e di riscrittura del romanzo. burroughsx3.jpgE tuttavia, rileggendomi per intero questa estate la quadrilogia di William Seward Burroghs, nell’ultima stazione di questo quartetto che ancora oggi non è stato compreso a pieno (né criticamente né filologicamente), poiché nessuno lo legge come se fosse vero, ho trovato la più precisa definizione dell’operazione che ho compiuto. E’ sorprendente che, mentre Burroughs oppone una forma di difficoltà alla leggibilità del romanzo, il mio libro sia invece lineare e leggibilissimo? No: ciò accade perché evidentemente Burroughs stabilisce un canone interno, che nulla ha a che vedere con la forma di superficie, e questo canone è ancora ben al di là dall’essere visto e praticato, nonostante a frotte si contino adepti burroughsiani che imitano lo stile del maestro – e non è quello il punto.
Ricopio parti del passo in questione: è precisamente l’operazione che io ho compiuto poeticamente con il romanzo, rallentando il film della realtà e facendo precipitare in dilatazione e peso le figure che vi si muovono: disvelando così il segreto virale, per stare alla terminologia di WSB…

lasciate che ci vedano

di WILLIAM SEWARD BURROUGHS
[da Il biglietto che è esploso]
Adesso qualche parola a proposito del film di immagini – Il corpo umano è un’immagine su uno schermo che parla – Spargete lampi di moto lento e vedrete l’immagine nitida e chiara – Molto lento fatto di carne – La Truffa del Tempo Breve è molto subliminale – Così: un film a velocità normale è proiettato a 24 fotogrammi al secondo – 35 fotogrammi al secondo non è percepibile come moto lento se l’immagine sullo schermo è più o meno stazionaria – Ma l’immagine è sullo schermo più a lungo di quanto voi siete là a guardarla – cioè vi hanno abbreviato il tempo di 11 fotogrammi al secondo – Mette una bella immagine di nudo sullo schermo a moto lento subliminale e verrà assorbita nella vostra carne – Cioè ogni volta che la colonna sonora viene suonata l’immagine letteralmente vive nella vostra carne – Parola con film di immagini a moto lento pesante è carne – Capito?
[…] La Truffa del Tempo Breve è chiamata “la cosa vera” – la cosa è giusta – lenta carne subliminale fuori dal magnetofono – Parola con colonna sonora pesante è carne – […] – Mettete qualsiasi copione sullo schermo parlante, dottor Reich – Riordinate la giustapposizione di immagini nitide e chiare – E fatelo suonare là capito la formula potrebbe essere scoperta oggi – Diritto presunto dei consigli che intendono occupare l’immagine dietro ogni lurido contratto stipulato privatamente – facilmente corrotta la vostra carne con i loro blocchi di associazione nell’immagine ripetuta – […] – Moto lento – Guardate giù e vedrete l’immagine delle notti umane laggiù – Il consiglio è vicino proprio adesso – morte subliminale dello schermo – fondata su voci che svaniscono – Capito?