Salvatore Agresta: il romanzo Hitler e la “materia oscura”

hitlercovermedia.jpgPubblico un’osservazione fondamentale che via mail mi ha inviato Salvatore Agresta, psicoterapeuta residente a Teramo, che mi ha fornito riflessioni essenziali durante la stesura e le considerazioni postume del romanzo Hitler (i suoi intervento, qui e qui): l’intervento chiarisce moltissimo la nozione di “non-persona” che è applicata a Hitler. Credo che la connessione stabilita da Agresta risalga alle origini della mia scrittura. Il passo in exergo che introduce ad Assalto a un tempo devastato e vile (che uscirà in versione 3.0 da minimum fax in settembre) era mutuato da Fortini e così recitava: “Questo scritto presuppone, naturalmente, un ordine di comuni rifiuti. Fra questi, anche quello di rispondere ad un buon numero di persone che domandassero in nome di quali valori stiamo parlando. ‘Il generale Gallifet osservava il gruppo degli arrestati… e si cercava le vittime. Ora sceglieva dei vecchi dichiarando che essi ‘avevano già visto una rivoluzione e perciò erano più colpevoli degli altri’…’. Sebbene non abbiano veduto una rivoluzione, quelli che hanno la mia età hanno veduto quanto basta per essere considerati “più colpevoli degli altri”. A costoro non si deve nessuna spiegazione. Se la vedano tra sé e sé. Per quelli che conoscono solo il mondo dell’ultimo decennio: i ‘valori’ non li troveranno nei nostri discorsi. Si può solo augurare che dalla aberrazione impercettibile ma inequivocabile delle più brillanti traiettorie essi rilevino – come sembra abbiano talora fatto gli astronomi – l’esistenza di un corpo celeste temporaneamente invisibile ; e poi giungano ad identificarlo. Che quello corrisponda ai miei amici o a ben altro, ha un’importanza inversamente proporzionale alla sua capacità di alterare il sistema”.

Hitler, la “materia oscura” e il Dies Irae

di SALVATORE AGRESTA
Riprendo questo tuo passaggio: “Ecco quanto sto facendo, dunque: un romanzo sperimentale che è un romanzo realista. Io sto annusando, osservando e infine estinguerò tramite soffocamento letterario la bestia. La bestia è il mito-antimito che il romanzo cerca di scarnificare: sarà sperimentale, senza che nessuno se ne accorga, perché sarà gelidamente autoptico. L’autopsia è però quella di Hubble su regioni distanti, luce del passato che investe il nostro pianeta mentre la stella è magari estinta. Il tentativo è questo”.
Ri-connettere il piccolo al grande: la non-persona equivale alla non-materia. In astrofisica è noto che più del 90% dell’intera massa dell’universo visibile è fatta di materia invisibile ai telescopi. L’attrazione gravitazionale di questa non-materia dominante determina il moto galattico: si tratterebbe di “materia oscura fatta della stessa sostanza di cui siamo fatti noi ma che, per una ragione o per l’altra, semplicemente non risplende” (da Lawrence Krauss, Il mistero della massa mancante nell’Universo). E’ di pochi giorni fa la scoperta della più grande struttura di materia oscura: la luce che ci raggiunge dagli abissi spaziali è deviata da questa non-materia (notizia Ansa). Questa massa oscura “prescinde dal tempo: è in ogni istante, da principio, uguale a se stessa”. Il tuo Hitler non risplende mai di luce propria, ma assorbe ed esorbita. Non si trasforma, non si distrugge (“spàrati, Adolf. Fallo. Non lo fa”). Da questo punto di vista, Hitler era già in nuce nelle scene interstellari del Dies Irae.