Sesso, droga e web: lo sballo a chilometro zero

Nel 2014 un ex magazine di successo, che a oggi non so se supera le tre decine di migliaia di copie vendute nelle edicole, si permette di non fare un reportage serio, bensì una sorta di commistione tra elzeviro, opinione da bar, intervista telefonica a chissà che psicologo, lanciando l’ammonimento: il presente fa schifo. Il titolo è tutto un programma (di Telereporter quando avevo 15 anni): “Sesso, droga e web: lo sballo a chilometro zero – Rapporti estremi e sostanze sempre più potenti. E pericolose. Spacciate attraverso siti online che organizzano incontri a luci rosse. Un mercato di oltre due milioni di consumatori”. Incredibilmente circostanziata la condanna degli usi e costumi in epoca digitale: sono utilizzi e consumi. Insieme alle droghe va il sesso estremo, il Bdsm si accompagna al “bonzai”, piroettano chiccherelle come “i consumatori finiscono per rivolgersi al medico perché si accorgono di non essere più gli stessi” e il titoletto “OCCHIO AL SESSO ESTREMO”, l’etterno “Dagli Stati Uniti si diffonde una ‘moda’ molto pericolosa” e l’eziologia sessuale impazzita per cui “è facile arrivare a sadomasochismo, dominazione totale, pratiche traumatizzanti, soffocamenti, dolore umiliante”. Si cita zamnesia.com, è strano che non si parli di “Deep Web” e di Tor. L’esperto psicologo esperto in sessuologia si chiama Marco Selvaggi ed è talmente esperto che l’esperto Google restituisce come risultato l’articolo dell’esperto magazine di cui sto trattando. Un vortice di pastiche, acidi, met (ah: si citano ovviamente i serial americani, che sarebbero ancora “serie tv”, nel tempo in cui appunto la tv non esiste più) va a ingorgare gonadi tube e lobi cerebrali. Gli amanti del bondage non potevano essere citati quali “strangolatori potenziali”? E il boom psicofarmacologico, che straccia quello degli stupefacenti chimici, non è previo a questi “fenomeni di massa”, nell’era in cui non sanno dire, né giornalisti né sociologi né psicologi né sessuologi, cosa sia “la massa”? Che senso ha continuare con questa retorica dell’aumento delle soglie di emergenza? Lo spettacolino che avete allestito negli Ottanta e nei Novanta non c’è più: cucù, non ci siete più nemmeno voi! Non è che io voglia esprimere sorellanza/fratellanza per i bdsmer (che comunque esprimo, anche se in astratto mi pare di enunciare concordia nei confronti delle e dei praticanti cunnilictus) né per i consumatori di “bamba”. Non voglio esprimere nulla. Io intendo pretendere: pretendo un giornalismo serio, pretendo inchieste fatte come si devono fare e non copiate a tre giorni dall’uscita della medesima inchiesta su NYT o sul WP, pretendo onestà intellettuale e pretendo che la si smetta di fare i preti dell’esistenza, andando per secrezioni vaginali come se fossero la lava di Pompei. Il momento attuale, sospetto, pone al centro di qualunque analisi il problema dell’emotivo, la paralisi e l’omologazione del desiderio, l’incapacità di “sentire” il corpo, la socializzazione standardizzata, la cazzo di neolingua tutta smart&drugs, il cognitivo come nebula.
Ciao, vado a un dungeon in cerca di Mistress, cedo shareware le anfe.
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