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Marco Magurno, artista digitale, artista imaginale, artista dell’eterico

Bilanci provvisori inutilissimi e insignificativi. Pensavo ierisera, poiché sono fatuo, a quale sia il migliore account Facebook da quando frequento questo social network, questo regno di gelo che non è stato in grado di mutare minimamente l’immaginario collettivo, in quanto è l’opposto di un veicolatore di immaginario, come si comprendeva a partire dagli esordi. L’account Facebook che più mi ha fatto pensare, ridere, emozionare – quello che, a mio strettissimo e assai personale parere, ha avvicinato questa materia elettrica su schermo a una forma d’arte è Marco Magurno. C’è un sistema di riferimento meditativo assai potente che si compone attraverso il ritmo e i temi e le ossessioni e gli scarti dei post e dei commenti che Marco impone alla sua attività digitale qui. Lo seguo da anni e, per la stima e la gratitudine che gli porto, gli sono diventato amico. Sono estremamente convinto circa la natura filosofica e artistica che muove la sua presenza in questo luogo, al punto che gli ho proposto di pubblicare un libro, che uscirà nel 2016: si intitola “Diorama” e trasla su “carta” (in realtà trasla in altra sintassi della mente: Marco si occupa della realtà in quanto fantasma) il flusso a cui ha abituato chi lo segue e ne apprezza la *forma* e lo *stile*, che non sono semplicemente testuali o immaginali: è proprio uno specifico del digitale, non si tratta affatto di multimedialità – è una luccicanza, è uno “shining”.
Gli altri account che concorrevano erano per me quelli di Tommaso Pincio e Teresa Ciabatti. Tuttavia si tratta di due scrittori che fanno arte dalla materia di cui sono fatte le reti (si pensi a “Panorama” di Pincio, il libro che soltanto all’apparenza nasce intorno e dentro al social): portano l’arte nel digitale e il digitale verso l’arte, e non invece fanno arte con lo specifico del digitale, il quale specifico deve essere ancora agito e teorizzato e fenomenologizzato tutto.
Uno dice: eh, ma sono sempre e solo i tuoi amici. Infatti: sono miei amici anche per quest’opera di investigazione e profondità nel contemporaneo.

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