L’incipit di “Zero K” di Don DeLillo

9781509822829Zero K

Chiunque desidera possedere la fine del mondo” è l’incipit di “Zero K”, il nuovo libro di Don DeLillo, che esce a maggio. E però la fine dell’universo non desidera essere posseduta da anima viva: è possibile. Non è detto, tuttavia, che la fine non desideri. E così Don DeLillo decide per un romanzo filosoficamente zoppo alle prime nove parole, che sono scritte in corsivo e dovrebbero essere una citazione diretta dal padre del narratore. E’ una voce esterna a dire che cosa sia la follia del possesso, del mercato universale, dello scambio tra azione e reazione, della sussunzione della psiche in coscienza, della dialettica tra origine e termine. A nove parole siamo gettati a una velocità folle in una zona che i matematici frattali definirebbero “attrattore strano”: siamo nell’unica forma di universalità che consente il paradigma attuale (la cultura dell’accelerazione scientifica e la prossimità all’estinzione dell’umano per come è stato biologicamente conosciuto finora). Queste nove parole mi sembrano tracciare il territorio dell’unica letteratura possibile oggi, il che non è difficile: è la forma che ne segue, che va a fiorire o scavare dentro questo territorio, a risultare per me ciò che è cruciale nel mio presente artistico. E’ qui che attendo che Don DeLillo continui a essere per me il maestro che è da decenni.

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