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Il cinema horror italiano premiato ai David

La premiazione del cinema italiano ai David di Donatello, l’incredibile autocelebrazione del peggio esteticamente espresso da questa nazione, ma nemmeno, dalla capitale di questa nazione, le interviste a questi con accento romanesco che parlano di una cinematografia italica che tornerebbe a fare, l’angosciante e disgustoso velleitarismo a livello di qualunque componente di un’arte che fu nobile (fanno schifo le regie, la recitazione, le sceneggiature), lo spettacolino e l’entusiasmo “emozionale” con cui “adoro” il “genio” e “talento” di questi anni inverecondi e bollandi da qualunque intellettuale serio – tutto ciò contraddistingue il momento storico, il mainstream, la pervicacia con cui verminosità si ergono in gigantismi improbabili. In particolare, vedere “Youth” di Paolo Sorrentino, ovverosia una delle autentiche opere d’arte cinematografiche di questi anni italiani, premiato per la migliore canzone, mi ha lasciato allibito. Il sistema romano della produzione cinematografica e televisiva è per me indigeribile. E’ doloroso, per esempio, non vedere premiato il film di Michelangelo Frammartino, uno dei veri registi contemporanei di cui dispone il comparto italiano: e non lo si vede premiato, perché non c’è, i produttori avranno pensato che è difficile o troppo alto o forse Frammartino non avrà accettato i soliti compromessi. Questo sistema ha sempre fatto schifo, ma oggi fa più schifo di prima, e mi fa schifo pure la connivenza di gente che conosco e che, a fronte di una situazione gravissima a cui sono costretti gli artisti autentici, tace o addirittura acconsente senza nemmeno tacere. L’indipendenza è l’unica strada, il lowest budget pure e bisogna mutare l’intera impostazione di produzione di un film, mutando l’arte: si deve arrivare a fare film con diecimila euro, non pensando al grande schermo. Bisogna spalancare l’arte, fare un’altra arte. Tanto poi arrivano i film in VR per Oculus e l’arte sarà cambiata comunque, sarà tutto “Inception” ma *reale*. E però con Oculus si entrerà in un mondo vituale in cui si entrerà in un locale virtuale che dà su una strada virtuale e ci si siederà nel buio virtuale davanti a uno schermo bidimensionale virtuale per vedere un film vero.

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