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Una poesia di Geoffrey Hill

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«DOMINIO PUBBLICO»

In morte di Robert Desnos, morto nel campo di Terezin, 1945

Per ciò che riguarda la lettura, posso raccomandare
i Padri. Che attenzione,
che cura, per la carne che si corrompe:
una contemplazione goduta: con decoro
i vermi frollano la bile
a latte. Per esercizio, poi, la cancellazione
protratta di molti discorsi
impropri da tombe appropriate.
Se la terra si apre, devono forse aprirsi
le bocche umane? «Non sono nulla
se non mi salvi adesso!» oppure
«Cristo, che pantomima!» I giorni
della settimana sono sette fosse. Osserva,
Signore, ancora una volta
risorgiamo, e sopraggiungono i giudici.

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«DOMAINE PUBLIC»

i.m. Robert Desnos, died Terezin Camp, 1945

For reading I can recommend
the Fathers. How they
cultivate the corrupting flesh:
toothsome contemplation: cleanly
maggots churning spleen
to milk. For exercise, prolonged
suppression of much improper
speech from proper tombs.
If the ground opens, should men’s mouths
open also? « I am nothing
if not saved now! » or
« Christ, what a pantomime! » The days
of the week are seven pits. Look,
Seigneur, again we
resurrect and the judges-come.

(da “King Log”, traduzione di Giuliano Sabbadini e Janet Wing)

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