Le supreme “Armonie Werckmeister” di Béla Tarr

Il conato rivoluzionario e la sua immensa fine, quando scava nella storia della violenza e vi ritrova, al centro, la tenerezza inerme della sostanza umana. Il canto del nichilismo più ecclesiastico e disperante, che risiede nella lettura di un testo, e si tratta di un testo assoluto, che ispira la rovina e prelude all’uscita nella luce dell’individuo, uno per chiunque, in una solitudine endemica e universale. Ecco 20 minuti di capolavoro puro, di cinematografia assoluta: l’apice del climax che Béla Tarr inscrive nella storia della settima arte con le sue “Werckmeister harmóniák”.

 

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