Una cosa divertente che non farò mai più

Con il geniale titolo "Topolino, me la dice una cosa su Minnie?", Vanity Fair, nel numero attualmente in edicola, ha pubblicato un reportage avantpop del sottoscritto, sequestrato per due giorni nei dintorni di Düsseldorf, dove ha assistito allo spettacolo on ice di Disney, che celebra il centenario di Walt (lo celebra da nove anni senza …

Walter Siti: Il contagio

Questa recensione è apparsa nel numero di Vanity Fair attualmente in edicola. Si tratta di un contributo assolutamente insufficiente rispetto alla grandezza stilistica e tematica e poetica del romanzo di Walter Siti [a destra una foto dell'autore]. Pur travolto dagli impegni, cercherò di formulare un discorso critico rigoroso e complesso, all'altezza della statura del testo …

Il best off 2008 di minimum fax: TU SEI LEI

Con colpevole ritardo, a causa del lungo strascico di discussioni e interventi intorno al romanzo Hitler, mi occupo dell'antologia Tu sei lei, il "best off" 2008 di minimum fax, che mi è stato chiesto di curare. Per il momento, ecco i particolari del libro e l'estesa rassegna stampa (in via di ulteriore espansione), interessante per …

Congedo di un lettore devastato e vile

Sul numero 49 della rivista Atelier, che inaugura il suo tredicesimo anno di vita, il codirettore Marco Merlin, poeta (sotto lo pseudonimo di Andrea Temporelli ha pubblicato per la collana bianca di Einaudi Il cielo di Marte), mi indirizza una lettera aperta, di critica e di congedo in quanto mio lettore. Ho chiesto a Merlin …

Settimana di fuoco – Il Miserabile a Roma per presentare “Tu sei lei” e “Hitler”. Venerdì, alle “Invasioni Barbariche”. Poi in Germania per il Misterioso Reportage.

E' una settimana di fuoco per il sottoscritto che, superando la paralisi parkinsoniana indotta dal colpo della strega e un'otite che nemmeno Jack Bauer sotto tortura in Cina, si muoverà instancabilmente per lo Stivale e oltre. Ecco l'agenda, riprodotta nel caso Miserabili Lettori di stanza a Roma fossero interessati e, venerdì, Miserabili Lettori ovunque residenti …

Kafka: ‘Il cavaliere del secchio’

di Franz Kafka Consumato tutto il carbone; vuoto il secchio; inutile la pala; la stufa che respira aria gelida; la stanza gonfia di gelo; davanti alla finestra, gli alberi rigidi nella brina; il cielo, uno scudo d’argento contro chi cerca da lui un aiuto. Devo procurarmi del carbone; non posso certo morire congelato; dietro di …

Adrienne Rich: ‘Notte bianca’

Luce a una finestra. Una donna è sveglia in quest’ora immobile. Noi che lavoriamo così abbiamo lavorato spesso in solitudine. Ho dovuto immaginarla intenta a ricucirsi la pelle come io ricucio la mia anche se con un punto diverso. Alba dopo alba, questa mia vicina si consuma come una candela trascina il copriletto per la …

René Char: ‘Pienamente’

Quando le nostre ossa ebbero toccato terra, Crollandoci giù per il volto, Amor mio, nulla fu finito. Un amore fresco giunse in un grido A rianimarci e a riprenderci. E se l'ardore s'era ammutolito, La cosa che continuava, Opposta alla vita morente, All'infinito s'elaborava. Ciò che avevamo visto galleggiare Fianco fianco al dolore Era là …

Philip Levine: ‘Cos’è il lavoro’

Facciamo una lunga fila nella pioggia alla Ford Highland Park. Per un lavoro. Sai cos'è un lavoro - se sei grande abbastanza per leggere qui sai com'è lavorare, anche se magari non lo fai. Ma lasciamo perdere te. Questa roba parla di gente che aspetta, passando da una gamba all'altra. Di quando senti una pioggia …

Iosip Brodskij: ‘Sonetto’

Peccato che per te la mia esistenza diventata non sia quello che invece per me la tua esistenza è diventata. ... Dal mio deserto vecchio un'altra volta lancio in un cosmo di filo spinato un mio soldino stemmato, tentando di celebrare disperatamente un momento d'accordo... Chi non sa sostituire il mondo con se stesso, gira …

Czeslaw Milosz: ‘Orfeo ed Euridice’

In piedi sui lastroni del marciapiede all'ingresso dell'Ade Orfeo si piegava nel vento impetuoso, che sbatacchiava il suo cappotto, sollevava gomitoli di nebbia, si rivoltava tra le foglie degli alberi. Le luci delle auto a ogni soffio di nebbia si smorzavano. Si fermò di fronte alle porte a vetri, incerto se gli bastassero le forze …

Kurt Vonnegut: “Alla larga dalla vita!”

A tutti i non-nati, a tutti i nascituri, a tutti gli innocenti grumetti di indifferenziata nientità: Alla larga dalla vita! Io me la sono beccata, la vita. io mi sono ammalato di vita. ero anch’io un batuffolo di indifferenziata nientità, e poi , pifff, s’è aperto all’improvviso uno spiraglio, uno spioncino. Luce e rumore si …