Dal libro atro che si va facendo: “Tecnica cerebellare”

Nelle ore alternative ai riti funebri che svolgiamo distruggendo uno per uno i ricordi di cui disponiamo, la cui tecnica di disgregazione non ricordiamo già più se ci è stata inculcata dai precettori del collegio al colle Tenda o è stata scovata per ventura da qualche birba delle nostre, la quale non si è fatta …

I Camillas – L’armata (feat Giuseppe Genna)

Facciamo coming out: sono una popstar indie, nel senso della casta paria indiana. La mia voce da orrore della segreteria telefonica anni Ottanta compare, in un mixaggio ambiguo e sacrilego nei confronti di Padre Pio e dell'Hip Hop, in uno strepitoso brano de I Camillas, la band indipendente più letteraria innovativa e hardcore da Pesaro …

Il trapasso social

Non comprendo bene se si tratta di un periodo di distrazione sana e imposta da reale tridimensionale, ma ho l'impressione di un afflosciamento abbastanza repentino delle attività di comunicazione su Facebook. L'arretramento di Twitter è misurato e conclamato dalla stampa mondiale. Mi viene detto che l'emersione mediatica di Snapchat è già in asincrono con quanto …

Le vecchiette al voto amministrativo 2016 questa mattina

Con quale stanchezza, con quale renitenza al niente, con quale dolcezza severa e inattingibile ho visto oggi recarsi al voto le donne anziane, i capelli radi e gli strani spolverini celesti colore tendaggio, oggi, nella calma catastrofica di un giorno pressato tra ore di temporali e di monsoni, sospesa, i capelli radi tinti di biondo …

“Bambini di ferro” di Viola Di Grado

Avverto ormai una tale debolezza e una così pallida infiorescenza nella percezione generalizzata dei testi, e di riflesso, da quanto vedo, nella produzione stessa dei testi e non solo in lingua italiana, che mi azzardo sempre più raramente a parlarne, a indicare: mi sembra che la testualità abbia assunto i caratteri di un lavoro sempre …

Dal libro cupo e sordo che si sta facendo: Le soffitte

Seguendo la via regia dei balocchi, una volta, sotto la volta fresca dei soggiorni ai pianterreni, noi si conosceva che babbo e madre erano velami della mirabile visione, facevano velo e paratia, interdicevano, all'esistenza di soffitte o scansìe occulte, serrate dalle serrature incancrenite, cerniere secolari, cardini incrostati dall'antiquaria rugginosa sostanza di età in cui noi …

“Pietra abbondante”: una poesia

PIETRA ABBONDANTE per A. Dove la fronte carica di sdegno scivola la notte solitario il corpo dell'amico trono scivola e il volto e gli atti suoi compone e finge fa dritte le parole e di gioia la fronte adorna e veste di fraseologia la vita sporca di vesti e di metalli e allatta un mondo …

Lavorare alla cura esistenziale

Si va verso la cura esistenziale. E' un periodo in cui mi riesce poco di essere oggettivo e, quindi, mi pare sia il caso di astenersi da affermazioni apodittiche, da visioni che non siano mirate a oggetti concreti o particolari. Però mi permetto un'osservazione, che concerne una sensazione intorno a ciò che è un generalmente, …

L’opera assoluta di Alessandro Bergonzoni: un’installazione vivente

Alle 11.30 stamani, nella Sala della Passione della Pinacoteca di Brera, ho assistito a un'installazione performativa di Alessandro Bergonzoni. Il titolo era complesso: "TUTELA DEI BENI: CORPI DEL (C)REATO AD ARTE (IL VALORE DI UN'OPERA, IN PERSONA)". La sala era, come si suole dire, gremita. Si suole dire tutto: vi siete accorti? Con quali parole, …

“Grande Madre Rossa” negli Oscar Mondadori

A dodici anni dalla sua pubblicazione, Mondadori riedita negli Oscar "Grande Madre Rossa", che costituì la mia fuoriuscita dall'apparenza del lavoro su thriller e spy story (la stesura della parte nera de "Le teste" era precedente). Vi si miscela l'arcaico e il novissimo. Un complotto più generale di quello che prende corpo in questa narrazione …

Lo stato delle cose

Cosa sia successo è presto detto, anche se non si dispongono a un uso amico gli strumenti con cui misurare ciò che non è nel caso tardo. Non trovo parole più posate ed efficaci di quelle che utilizzò un vecchio giovane rivoluzionario, il quale non pensò di togliere la vita a se stesso con l'illusione …

I pupazzi televisivi degli anni Ottanta

Tutto è incominciato e finito con certi pupazzi grossolani, oggetti di pezza a forma di bipedi o quadrupedi, colorati male e tagliati peggio, cuciti con punti inoppugnabilmente dilettanteschi, dalle movenze poco raffinate e prive di psicologia ma non di caratteristiche: i loro pudori espressi con le manine conserte dietro e la testolona che si curva …