Centralità del Weird


Una mia convinzione: penso che l’opera estetica contemporanea si davvero molto stratificata e al tempo stesso casualissima, transitoria impermanente immemorabile ma che poi si ricorda e torna fuori inaspettatamente ma tanto nessuno aspettava nulla, cruciale e non cruciale, nei canoni e non nei canoni e anche contro i canoni e pure estranea alla questione dei canoni, foriera di indifferenza e di sensazione, proposta di percezione a ciò che è monco, assenza a fronte di chi attende, oltre i colori e le poesie e le sagome e i personaggi e ovviamente oltre a regole protocolli paradigmi valori. Dal punto di vista della teoria e della sociologia e della politica e della struttura e della temporalità, da qualunque punto di vista e quindi in qualunque prospettiva, ritengo che ciò che oggi si dice “oggi” esprima questo tipo di estetica, che un tempo si sarebbe dett contraddittoria, e forse lo è, se non fosse che è anche il contrario della contraddittorietà e pure ciò che non c’entra nulla con questa opposizione). Ciò che oggi è contemporaneo in estetica è riassumibile infine in un’etichetta di genere che non lo è, non è etichetta e non è genere: è ciò che si dice “weird”.
Quindi questa immagine è per me un’opera d’arte.

da Facebook http://on.fb.me/YYKGHB