Tre pagine sul romanzo Hitler su Mucchio Selvaggio

hitlercovermedia.jpgDevo ringraziare la direzione e lo staff tutto del mitologico mensile Il Mucchio, che mi annovera da tempo tra i suoi affezionati lettori. In questo numero appaiono infatti una splendida recensione al romanzo Hitler (con motivate perplessità incluse) e uno speciale/intervista di tre pagine. L’intervista è frutto di una lunga telefonata con il critico Alessandro Besselva, che si è sobbarcato in tempi record la lettura del romanzo e mi ha posto domande che considero decisive per l’autore del libro e, spero, siano utili ai lettori interessati. L’intervista di Alessandro Besselva è tra le più belle e complesse che mi siano state fatte in Italia da quando pubblico: a lui rivolgo complimenti e ringraziamenti, perché non so come sia riuscito a estrarre un pezzo tanto preciso e stilisticamente bello da un flusso logorroico telefonico come quello che ho emanato.
Purtroppo non dispongo della versione digitale della recensione del
Mucchio. Qui sotto, la versione pdf delle tre paginate di intervista.

Autori – Giuseppe Genna

ilmucchio.jpgOpera dalla monumentalità quasi metafisica e di grando impeto morale, di difficile classificazione e a lungo meditata, Hitler (Mondadori) di Giuseppe Genna cerca di disgregare il mito del dittatore nazista attraverso una grande fede nel potere della letteratura. Operazione ambiziosa e riuscita che indaghiamo attraverso le parole dell’autore
di ALESSANDRO BESSELVA AVERAME
Le tre pagine del Mucchio

Mariarosa Mancuso su RTSI: audiointervista al Miserabile sul romanzo Hitler

hitlercovermedia.jpgMariarosa Mancuso, critica letteraria e cinematografica, firma de il Foglio e Panorama, tiene sulle frequenze della Radio Svizzera italiana un’ascoltatissima trasmissione dedicata ai libri, dall’inquietante sigla che si accompagna al titolo della rubrica, Libridine. Mancuso, che ringrazio per l’attenzione e l’onere che si è presa nel leggersi a tempi record le 630 pagine del mio libro, mi ha intervistato a Libridine, ponendomi domande che non esito a definire decisive per l’impostazione con cui ho affrontato la stesura del romanzo Hitler, e concedendomi un accredito critico che mi consola. Purtroppo, nella registrazione on line, manca la premessa della giornalista, intuibile comunque dalla prima domanda e dalla mia risposta. La registrazione è ascoltabile cliccando qui sotto e disponendo del software Real Player (scaricabile qui).
Ascolta l’intervista (11’28” – Libridine su RTSI2)

Sul romanzo Hitler: intervista a BooksBlog


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Riproduco qui la bellissima intervista che Dario Morelli di BooksBlog.it mi ha fatto. Sono domande centrali, che mi permettono di riflettere e di fare il punto sugli esiti letterari, politici e metafisici che, per mio conto, ho tentato di implicare nella stesura del romanzo Hitler. BooksBlog.it è una delle migliori realtà della blogosfera letteraria e, al solito, formulo un caloroso invito ai lettori di questo sito: andate a spulciarne le pagine e misurate la qualità di riflessione e di giudizio, che assolve pienamente a una delle funzioni principali che la Rete dovrebbe sostenere quando si occupa di letteratura.
Ringrazio Dario Morelli per l’attenzione e per il permesso di pubblicare qui l’intervista
.

“Hitler”: intervista a Giuseppe Genna

di DARIO MORELLI

booksblog.jpgÈ uscito finalmente l’ultimo, monumentale (non)romanzo di Giuseppe Genna, Hitler, edito da Mondadori, 624 pagine; la prima organica trattazione narrativa dell’esistenza di Adolf Hitler, realizzata da un autore italiano.

BooksBlog ha intervistato il Miserabile, come ama definirsi Genna.

Perché ha scelto Hitler e non Mussolini?
Mussolini non è un problema metafisico planetario, mentre Hitler lo è. Hitler è penetrato in maniera distorta nell’immaginario collettivo, è – ahinoi… – uno dei fondamenti dell’immaginario contemporaneo (basta cercare su Google: “Hitler” è la terza parola più ricercata dopo “sex” e “poesia/poetry”). Mussolini non ha la statura metafisica di Hitler e non irradia il Male ai suoi vertici. Non stermina fordisticamente sei milioni di ebrei, non cerca di annientare un popolo con scientezza.

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HITLER – romanzo: la quarta di copertina

hitlercovermedia.jpg[Per chi ha seguìto le riflessioni e letto i materiali allestiti nell’officina del romanzo HITLER, che, come detto, è in uscita presso Mondadori il 16 gennaio 2008 a 19 euro, la quarta di copertina non costituirà novità: è la sintesi dell’atteggiamento di poetica adottato nella difficoltosa opera di ricerca di un modulo per rappresentare il non-essere che appare, oltre che il tentativo di risarcimento amoroso che per sua natura oltrepassa quel non-essere e fa coincidere con le vittime della Shoah, che sono i rappresentanti dell’essere avvertito al suo livello più intenso. Per i lettori che non hanno mai messo naso nell’officina del romanzo, la quarta di copertina costituisce un’ideale summa di tutto quanto ho tentato di ragionare nel corso delle mie meditazioni – ogni frase potrebbe dare vita a una digressione che spieghi e dipani l’orrore e l’errore, e la colpa che la scrittura condurrebbe su di sé qualora fosse finzionale. gg]
Il personaggio che si muove attraverso snodi poco conosciuti oppure tristemente noti, il protagonista di queste pagine è di fatto Adolf Hitler.
E questo è il primo romanzo che sia mai stato scritto su tutta l’esistenza di Adolf Hitler.
Non ci sono discronie né invenzioni; Genna piuttosto dilata particolari e fatti reali della vita del Führer, dalla sua infanzia fino al suicidio nel bunker, con sguardo attonito di fronte allo scatenamento di uno tsunami di coincidenze che conducono al potere una nullità: l’omuncolo destinato a produrre la più efferata tragedia della storia.
Hitler è, secondo il suo biografo Joachim Fest, la “non persona”, un essere che irradia non essere e morte, banalità e follia, l’ uomo le cui donne – tutte – tentarono il suicidio. Ma qui non c’è quasi nulla della morbosità che affligge tanta storiografia hitleriana, né indagini fantasiose sulla sua vita sessuale né evocazioni di inverificate forze esoteriche: Hitler è irrevocabilmente consapevole e responsabile, gli eventi sono descritti per come è accertato che andarono. Ricamare con la finzione sulla ferita che ha marchiato a fuoco il Novecento sarebbe osceno.
Strutturato per capitoli concepiti come le metope di un frontone, il romanzo di Genna sorprende per come connette i fatti più risaputi con elementi assai poco noti della vita del Führer. Dall’incredibile labirinto familiare da cui fuoriesce il piccolo Hitler, con i suoi deliri di grandezza e le sue improvvise abulie, all’esperienza limite dell’umanità disfatta nel gorgo della Männerheim, l’ostello per poveri e criminali dove passa anni da nullafacente; dall’esposizione al fuoco e ai gas della Prima guerra mondiale al ricovero in ospedale; dal rapporto incestuoso con la nipote Geli Raubal al comporsi dell’abominevole, grottesca corte dei suoi scherani.
Quest’opera ispirata e severa smonta qualunque funzione mitica attribuita al Führer, è il canto che non può ma vorrebbe risarcire di amore e di pietà le vittime del suo sterminio. Senza nulla concedere a lui personalmente, all’essere che più di quaranta volte pensò di suicidarsi, non riuscendoci che alla fine, dopo aver trascinato con sé nel baratro milioni di vite.

Il romanzo è: HITLER

Dal 16 gennaio 2008 in libreria, per la collana SIS di Mondadori, a 19 euro:
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Ecco dunque svelato il soggetto del romanzo di cui si è attrezzata qui l’officina. Le bozze sono corrette, la copertina è decisa [cliccarci sopra per una versione ingrandita]. L’avvicinamento a HITLER continuerà fino al giorno della sua uscita e oltre, con materiali ulteriori di riflessione.
Pubblico qui di seguito una nota, che non sarà edita nel volume, in cui chiarisco gli elementi essenziali di poetica personale che ho cercato di realizzare in questo libro.
POETICA E COSTRUZIONE DEL ROMANZO
Questo libro, prima di essere scritto, ha subìto una gestazione di dieci anni precisi. E’ nato (di qui, una delle dediche) per uno scatenamento interiore provocato dalla lettura di un “romanzo”, che attualmente considero uno dei capolavori in assoluto della letteratura italiana contemporanea: Lezioni di tenebra di Helena Janeczek. Non soltanto la lettura, ma anche la frequentazione continuativa dell’autrice mi hanno spinto alla stesura di quello che, con mia somma sorpresa, si rivela essere al momento il primo romanzo al mondo su tutta la vita e gli orrori di Adolf Hitler. La mia sorpresa è dovuta al fatto che, mentre in altre arti sono state create su e contro Hitler opere di valore imprescindibile (e specialmente nel cinema: dal fluviale Hitler: un film dalla Germania di Syberberg fino all’ultimo in ordine di tempo, La caduta – Gli ultimi giorni di Hitler di Hirschbiegel), la letteratura ha intrattenuto con la figura di Hitler un rapporto casuale e mitologizzante, facendo spesso sponda e non indagine veritativa su questa sagoma apparentemente umana, utilizzando la finzione e aumentandone l’aura livida e morbosamente piegabile a ogni invenzione (gli ultimi casi sono Il castello nella foresta di Norman Mailer, forse il suo peggior romanzo, e Le Benevole di Jonathan Littell, che è uscito in Francia mentre terminavo la scrittura del mio testo ed è del tutto naturalmente l’“avversario poetico” del mio libro).

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