Su PULP: “Giuseppe Genna: Hyper Kaos”

Il poeta e critico Elio Grasso affronta sullo storico magazine letterario il poliedro à la Escher che è costituito da “L’uomo che non doveva tornare” (Feltrinelli), la nuova avventura della variabile investigativa costituita dal personaggio dell’ispettore Lopez. Un’intercettazione assoluta dei movimenti e delle prospettive e delle bolle che esplodono di cospirazione in complotto in misterto, aprendo infiniti, tra pagine immerse dell’epoca accelerata.

👉 Qui il link alla versione integrale dell’intervento di Elio Grasso su PULP

👉 Qui il pdf dell’intervento

👉 Sotto l’immagine, cliccabile a sua volta per approdare all’intervento su PULP, un estratto.

Giuseppe Genna / Hyper Kaos

di ELIO GRASSO
[da PULP magazine]

“[…] Prima di Lopez è Giuseppe Genna a tornare, nato per scandagliare l’irritazione epocale ormai da qualche decennio, esordendo negli anni Novanta proprio in quel luogo dove si compiva l’analisi della poesia del Novecento, quel cenacolo milanese progettato e realizzato da Nicola Crocetti. A dimostrazione di quanto sia vero – e ahimé impopolare – che la poesia giunge sempre per prima sul luogo dei fatti, anzi ne è il più delle volte l’epicentro. Genna, con Catrame, diede il via ai grandi racconti che documentano gli spazi e gli iperspazi del tempo “devastato e vile”. Era il 1999. Devoto anno.

Le fisionomie dei personaggi s’integrano alla Storia, mentre volti subalterni scorrono in ogni tipo di scoscesa centralità e periferia monumentale. È l’Italia dei pensieri selvaggi e delle azioni multiple. Talmente complesse, quest’ultime, da far apparire labirinti fantastici i rapporti scritti a gran falcate dallo scrittore che – come nessuno – genera poesia (ma attenzione: tutt’altro che “poetica”) all’interno di una prosa che narra, tenendo in vista Kubrick (soprattutto) e Nolan, Černobyl’, Homeland, e il poeta friulano Mario Benedetti.

Ora abbiamo L’uomo che non doveva tornare, ma che è tornato – al netto di una realtà che strappa e caccia dentro nubi nere e rossosangue (soffermarsi sulla copertina, sono questi i colori dominanti) –, dentro esplosioni e gesti tanto occulti quanto precisi nel dilaniare carni e pensieri. Fra accelerazioni incongrue dei Servizi, orrori del disordine, con Milano centro della “portaerei” nel Mediterraneo che sempre più fa gola a tutti, soprattutto ai Russi. Ora Lopez consente giri infraturistici in questa Milano, lisciandone la mappa rotabile e tranviaria, vagando con le sue membra marchiate e ammaccate […]


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