Incipit di un dialogo mai rappresentato: OPERA ATMA

di GIUSEPPE GENNA
(inedito)

opera_atmaQui parla Elettra, Euridice, Nefertiti, parla Ofelia. Nel cuore dell’oscurità. Sotto il sole del supplizio dove gli umani ricavano risate a ogni colpa commessa. Alle metropoli del mondo, che stanno affondando. Nel nome del sacrificio, che nessuno compie. Io butto via tutti i semi ricevuti. Trasmuto il latte dei miei seni in veleno mortale: ha un effetto esilarante all’inizio, gli stolidi umani essi non lo sanno. Mi riprendo indietro il mondo che ho partorito. Questo è il tempo del compimento. Soffoco il mondo che ho partorito tra le mie cosce inondandolo. Lo seppellisco io nell’utero, le acque rotte hanno tracimazione, è esso il contrario del parto: io riassorbo tutto. Abbasso la gioia della sottomissione a un più comico retaggio. Viva è la rivolta, la nescienza, il disprezzo, viva è la morte. Quando, con il vostro coltello da macellaio, entrerete nelle stanze da letto, saprete la verità.
E’ compiuto.

[rientra nel buio; esce vestita di nero]

Io vado in direzione Padre.