Invitato dal gruppo di Francesco Bianconi, ho steso un testo pubblicato nella cover dell'ultimo cd dei Baustelle, il travolgente "Fantasma" - una prosa poetica che affianca il bellissimo concept album della band: "Recidi la parola, esamina cosa resta. Divarica la ferita ed esci, fantasma, a recitare le tue preghiere sull’arco di ghiaccio...". oltre al testo, due link a puntate radiofoniche a cui ho partecipato coi Baustelle: storie di fantasmi...
Un inedito: ‘Summa’
Una prosa poetica, un'installazione testuale da un'opera inedita in via di facimento progressivo, di cui non si conosce l'eventuale disposizione alla pubblicabilità. Una meditazione metafisica attraverso l'impegno di dispositivi retorici e immaginali: "... La prima cosa non è seme, ma ciò che è già perfetto..."
Gottfried Benn: “Quaternario”
La poesia come forza di eversione contro l'espressionismo e il positivismo scientista: Gottfried Benn affida a versi e visioni acuminati e allucinati il sentimento di un mondo in cui la materia e la forza vitale corroborano a vicenda l'azione dell'altro polo, portando alle estreme conseguenze la furia romantica con cui lo sguardo di una civiltà aveva plasmato il mondo: "Immensi cervelli si piegano..."
Audiointervista su “La Stampa”: Calvairate
Su Voci di Milano, iniziativa di Magzine de La Stampa video e audiointervista in cui precipitano e si depositano miei ricordi e aneddoti sulla contea devastata e vile in cui sono nato e cresciuto, spesso acclusa nei miei libri: il quartiere di Calvairate, alla periferia sud-est di Milano. Riproduco l'articolo, linkando al video relativo.
Guénon: da “Errore dello spiritismo”
Il grande esoterista del XX secolo mette in guardia dai pericoli di ogni dottrina (che per lui nemmeno è tale) che si appoggi sullo spiritismo: "Quando parliamo di devastazioni e di vittime, non si tratta affatto di semplici metafore; le cose di questo genere, e lo spiritismo più di tutte le altre, hanno come risultato di squilibrare e rovinare in modo irrimediabile una quantità di sventurati che, se non le avessero incontrate sulla loro strada, avrebbero potuto continuare a condurre una vita normale"...
Il “Furore” di Steinbeck
"Furore" fu pubblicato il 14 aprile del 1939, e divenne subito un caso, un successo e un simbolo. Vinse il premio Pulitzer, e fu probabilmente il testo sacro che contribuì a fare del suo autore un eroe letterario e a fargli vincere nel 1962 il Premio Nobel. Bisogna aggiungere che, in quel lontano 1939 e nell´anno successivo fu il libro più venduto
“Bloody Cow” di Helena Janeczek: recensione su l’Unità
Giancarlo Liviano D'Arcangelo sulla Silerchia firmata dall'autrice de "Le rondini di Montecassino": "Nelle densissime, splendide pagine di Bloody Cowdi Helena Janeczek, un reportage sanguigno e sentito su una delle grandi psicosi collettive dei nostri tempi: l’infezione connessa al cibo, ancor più terrorizzante quanto è artificiale, autoinflitta, creata dall’uomo contro se stesso..."
Szondi: Ricerca del tempo tra Proust e Benjamin
"Il tema di Proust e di Benjamin è davvero lo stesso? La loro ricerca del tempo perduto è una conseguenza di una medesima intenzione? O la loro vicinanza è soltanto una parvenza, che è necessario mettere in luce, perché essa potrebbe impedire allo sguardo di vedere come le intenzioni delle due opere non solo non siano affini, ma siano invece diametralmente opposte?" Il grande critico tedesco sui due campioni novecenteschi che hanno squadernato e devastato le convenzioni preposte all'idea stessa di storia...
Dante: fine della “Vita Nova”
La radice metafisica verso la quale che Dante escava nella "Vita Nova" - indicazioni di ordine pratico, ancorché esoterico. L'ascesi come ascesa, avendo come calamita una chiara visione, e l'esame del processo di pensiero che conduce alla consapevolezza, facendo leva sui presupposti di quella visione. Il passo finale che ha aperto, in epoca moderna, l'interpretazione sovraspirituale di Dante: "So io che parla di quella gentile, | però che spesso ricorda Beatrice, | sì ch'io lo 'ntendo ben, donne mie care".
Su ‘Orwell’: Italia zombi
Un intervento sul supplemento culturale di "Pubblico" diretto da Christian Raimo: una visuale prospettica sull'Italia contemporanea, partendo da Arbasino e passando per Sciascia, per definire una sagomatura del contesto incivile di un Paese Senza che è diventato un Paese con troppi Con, svuotandosi di amore e mito storico...
Teresa Ciabatti: su ACQUA NERA di Joyce Carol Oates
L'autrice de "I giorni felici" compie un raid nel monologo allucinato che Joyce Carol Oates, pluricandidata americana al Nobel letterario, dedica alla morte della segretaria di Ted Kennedy, nello sciagurato incidente a Martha's Vineyard che eliminerà per sempre il Senatore dalla corsa alla Casa Bianca. Un'eroina femminile che diviene filo metastorico nella produzione narrativa dell'autrice di "Acqua nera".
Hrabal: “Manuale dell’apprendista sbruffone”
Un testo sfrenato del genio ceco di 'Treni strettamente sorvegliati': "... Nel luglio afoso mi tiro dietro lo slittino di dicembre, nei caldi giorni estivi, per rinfrescarmi, mi bevo i soldi destinati al carbone per scaldarti d'inverno, tremo continuamente di paura perché la gente non trema di paura per quanto la vita è breve..."