Ciò che spinge il romanzo è non visto

Ciò che sospinge la scrittura del romanzo, che è estenuante per l'esposizione continua all'orrore e per l'impossibilità di rappresentare il Male e distruggere l'illusione di un romanzo storico finzionale, è il non visto, ciò che soltanto occhi viventi posso avere visto e non la vista monocola di uno scrittore o di un lettore. Eppure, il …

Lo Jakob von Gunten di Walser nel romanzo

Mentre scrivo, tutto si muove. La pangea teorica iniziale si rombe, dalle falde esce lava, si infilano oceani, si formano nuove concrezioni geomorfiche. E' soltanto dopo avere superato la metà del libro che mi è chiaro come il mio protagonista, lo zero che è umano e non-umano e irradia il Male, abbia già un'occorrenza nella …

Kafka e gli Aforismi di Zurau nel romanzo

Negli Aforismi di Zürau di Franz Kafka (curati da Roberto Calasso ed editi nell'economica Adelphi) sono racchiuse le minimali verità sul rapporto che mi lega al libro che sto scrivendo - libro che mi erode, mi espone a visioni e letture d'orrore. Libro che dichiara demonica la letteratura. Vivo un disagio complesso, interrotto da brevi …

L’impossibile rappresentazione del male: il romanzo si rivolta contro l’autore

Ho appena toccato la metà precisa della stesura del nuovo libro. A differenza del metodo di lavoro impiegato solitamente, il romanzo imporrà una seconda stesura. I motivi risiedono nel fatto che il libro si rivolta contro l'autore. Rappresentante di una storia ben precisa, e cioè quella dell'estremità del Male irradiata dallo zero umano, esso rifugge …

Romanzo: il centro è Kiefer

Il libro che sto scrivendo, dopo averne illustrato l'officina teorica, autoseleziona, nel suo farsi, ciò che di quell'officina è utilizzabile e ciò che invece va scartato. In realtà, mentre si scrive, conta soltanto l'intenzione di intercettazione, la messa in immagine, il trascinamento che il ritmo della lingua (qui: freddo, semplice, antibarocco, spesso rarefatto) impongono alla …

La cuspide del romanzo

Detto che il romanzo procede secondo metope, che è un romanzo naturalista nel senso che è sperimentale senza che sia semplice accorgersi a quale sperimentalità si alluda, che è sua intenzione svuotare un antimito riportando il disumano all'umano - c'è ancora qualcosa da dire, mentre il libro va facendosi. Ed è la cuspide. La cuspide …

Il naturalismo nel romanzo

Prendiamo Zola. E' il modo migliore per intenderci. "Zola=naturalismo": è l'equazione da scuola media, inculcata, deviante, venefica. Poiché chiude un'enorme possibilità, che lo scrittore, se vuole agire nel senso in cui vorrei agire io sulla storia, deve manifestamente strappare a una tradizione che, più che morta, è mortificata: dal nostro presente. Questo tempo che non …

Il romanzo cresce come un frattale: l’incipit

Sono dunque in stesura del romanzo. Alla scena 15, su 96 previste. In realtà, ho scritto 20 scene. Archi voltaici si istituiscono tra punti distanti tra loro, nella vicenda raccontata che dura 56 anni, e le visioni o i "treni di parole" mi costringono a correre in avanti, perché le connessioni sono labirintiche ma necessarie. …

Terminata la “scaletta” del romanzo, il romanzo cresce

E' finalmente terminata, grazie a due settimane di impegno intellettuale pesantissimo e senza la minima sosta (l'esperienza cerebrale ed emotiva più colossale e dolorosa che abbia compiuto nella mia vita; e ciò in giorni privatamente sofferti e sconcertanti, tra i più perturbanti della mia esistenza...), la "scalettatura" del romanzo. Il risultato è costituito da tre …

Il romanzo cresce nelle Feste: niente Feste per il romanziere

Il romanzo è l'estremità del romanzo dell'orrore e quindi non ha nulla di festaiolo o di celebrativo: si tratta, anzi, di un'anticelebrazione. E' terminata la fase di studio della sua spina dorsale. Ora si procede con la prima, cartesiana "scalettatura" della mia vita: una gigantomachia, il cui campo di battaglia sono quattro fogli bristol. Tale …

Il romanzo: primo svuotamento del Mito

In medias res: l'incipit del romanzo assolverà da subito i due compiti precipui e di sfondo del libro stesso, cioè l'abbattimento del mito e l'entrata dell'umano nell'ambiguità. Sarà, con tutta probabilità, una scena muta. La mitologia umana che va a perdere indipendenza, si ricolloca nell'umano, non invade né spinge all'azione l'umano, bensì lo giustifica e …

Umano e Disumano: Homo sapiens e Homo demens per Morin

Nonostante io desideri perseguire una poetica di mimesi che si autodistorce (il motto popolare che la realtà supera la fantasia), il romanzo, percorrendo i binari della realtà non conduce soltanto a una soglia insuperabile in cui la rappresentazione DEVE arrestarsi (pena: un'esplosione di oscenità che altro non è che l'inveramento del Male propalato), ma porta …