Ancora Canali sul Dies Irae

coverbig.jpgIl Giornale effettua un sondaggio tra grandi intellettuali sui libri da portarsi in vacanza. Luca Canali, che già aveva steso una splendida recensione al libro-saga di Giuseppe Genna, sceglie il Dies Irae come libro dell’anno: un parere autorevolissimo su un iper-romanzo che ha conquistato la critica.

• GENNA ESPLORA IL DOLORE DEL MONDO
di LUCA CANALI 
[da il Giornale, 30/6/2006]

Ritengo che il libro più importante di quest’anno (eccellendo su alcuni altri testi di buon livello quali Lettere a Clizia di Montale, Caos calmo di Sandro Veronesi, Procida di Franco Cordelli, Gomorra di Roberto Saviano, Vita precaria e amore eterno di Mario Desiati, Il ritorno a casa di Enrico Metz di Claudio Piersanti, Il passato davanti a noi di Bruno Arpaia, Bisogna avere i coglioni per prenderlo nel culo di Busi) sia Dies Irae di Giuseppe Genna (Rizzoli 24/7, pagg. 761, euro 17,50) per la ricchezza di temi, la forza travolgente dello stile, la crudezza e insieme la pietà nel narrare «il dolore del mondo», la cultura riassorbita dal talento affabulatorio, e infine l’energico realismo trasceso da lampi d’una catarsi metafisica: tutto ciò inserito in una evidente sperimentazione che non ha niente a che fare con gli sperimentalismi, e che è nutrita dalla volontà o dall’istinto di una costante e a volte ossessiva ricerca di un linguaggio che si adegui perfettamente agli argomenti trattati e insieme li trasformi trasferendoli dal piano della cronaca a quello della Storia e dell’Arte.