
👉 Il testo completo dell’ intervento su “Pianetica”
👉 Il sito e il libro “Pianetica”
Tutto è incominciato, e finito, con certi pupazzi grossolani, oggetti di pezza a forma di bipedi o quadrupedi, colorati male e tagliati peggio, cuciti con punti inoppugnabilmente dilettanteschi, dalle movenze poco raffinate e prive di psicologia ma non di caratteristiche: i loro pudori espressi con le manine conserte dietro e la testolona che si curva con finta verecondia, la rabbia col petto che sporge mostrando lo sterno e agitando troppo il pelame multicolore, il finto imbarazzo interessato, le malizie, la propensione alla menzogna orribilmente furbetta e meschina, l’appropriazione indebita come finalità non oscura, il raggiro e il deliquio pre-erotico, lo strusciamento contro i tessuti, altrettanto volgari, delle loro spalle umane. Apparvero sulla tv di Stato italiana, che poi sarebbe stata l’emittenza privata.
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La morale del giocattolo o la metafisica della bambola, ai tempi in cui ne discettava Baudelaire, consistevano nella via più piacevole alla visione dell’anima: l’anima, quando la durezza dell’io non si è ancora imposta, è tutto ma anche qualcosa – e quel qualcosa è un giocattolo, spesso una bambola. Sventrata, essa testimonia del fatto che l’anima non c’era: eravamo noi che ci giocavamo assieme. […]
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